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Le dimensioni di riferimento includono: dimensione della popolazione (circa 500 milioni vs oltre 8 miliardi), base energetica (forza umana e animale vs combustibili fossili/elettricità/nucleare), dimensione urbana e velocità di trasporto e comunicazione (piccole città e trasmissione lenta vs metropoli e comunicazione globale istantanea), livelli di produzione e tecnologia, velocità di trasmissione delle informazioni, ecc.
Il divario è un salto di potere e capacità, che non equivale automaticamente a felicità, giustizia o sostenibilità ecologica. Per valutare la felicità occorre considerare indicatori concreti ed evidenze su distribuzione, salute, relazioni sociali, qualità ambientale, ecc. Possibili controesempi: l'inquinamento prodotto dall'industrializzazione, l'aggravarsi delle disuguaglianze, lo stress psicologico, ecc.
Prendere il periodo attorno al 1500 come uno specchio permette di vedere più chiaramente che il “divario” della civiltà odierna non è una pendenza regolare, ma un salto di potere non lineare. Allora la popolazione mondiale era di circa 500 milioni, oggi supera gli 8 miliardi; la base energetica è passata dalla forza umana, animale e dalle macchine semplici ai combustibili fossili, all'elettricità e al nucleare; le città si sono trasformate da piccoli centri locali in metropoli, e la trasmissione delle informazioni è passata da tempi misurati in giorni, settimane o mesi alla comunicazione globale istantanea e ai viaggi aerei.
La tabella seguente affianca le due epoche lungo alcune dimensioni per aiutare a costruire un confronto macro:
| Dimensione | Attorno al 1500 | Oggi |
|---|---|---|
| Popolazione | Circa 500 milioni | Oltre 8 miliardi |
| Base energetica | Forza umana, animale, macchine semplici | Combustibili fossili, elettricità, nucleare |
| Produzione e tecnologia | Limitata dall'economia organica, facilmente interrotta da cattivi raccolti, pestilenze e guerre | Dopo la rivoluzione scientifica la produzione di conoscenza si orienta verso l'osservazione, la matematizzazione e l'acquisizione di capacità |
| Città e spazio-tempo | Città di piccole dimensioni, trasporti e comunicazioni lenti | Metropoli, comunicazione globale istantanea e viaggi aerei |
La chiave del divario non sta in una mutazione biologica delle facoltà mentali, ma nella trasformazione del sistema di conoscenze. Tre sono le caratteristiche che distinguono la scienza moderna dai sistemi di conoscenza premoderni:il riconoscimento della propria ignoranza,la centralità dell'osservazione e della matematica,la ricerca di nuove capacità. Prendiamo Newton: egli mostrò che la lingua in cui è scritto il libro della natura è la matematica; gli studiosi successivi tentarono di ridurre a formule semplici anche la biologia, l'economia e la psicologia, ma si accorsero che questi ambiti erano troppo complessi. Fu così che la matematica sviluppò una nuova branca: la statistica.
Nel 1744 i pastori presbiteriani scozzesi Alexander Webster e Robert Wallace intendevano istituire un fondo assicurativo sulla vita a favore delle vedove e degli orfani del clero. Non pregarono Dio né cercarono le risposte nella Bibbia: contattarono invece Colin Maclaurin, professore di matematica all'Università di Edimburgo, raccolsero dati sulle età di morte della popolazione e, applicando la legge dei grandi numeri formulata da Jakob Bernoulli e le tavole statistiche pubblicate in precedenza da Edmond Halley, stimarono quanti pastori sarebbero morti ogni anno, quante vedove e orfani avrebbero lasciato e quanto a lungo le vedove sarebbero sopravvissute ai mariti. In base a questi calcoli previdero che nel 1765 il capitale totale del fondo sarebbe stato di 58.348 sterline; a posteriori risultò pari a 58.347 sterline, appena 1 sterlina in meno del previsto. Questo caso mostra come il calcolo delle probabilità sia diventato il fondamento della scienza attuariale, delle assicurazioni e della demografia, e testimonia il cambiamento della produzione di conoscenza prodotto dalla matematizzazione e dal pensiero probabilistico.
Tra scienza, politica ed economia si instaura un ciclo di retroazione: la ricerca scientifica dipende da finanziamenti esterni e, a sua volta, rafforza la capacità militare, economica e organizzativa degli Stati; il capitalismo e l'espansione imperiale forniscono alla scienza fondi e domanda, mentre la scienza offre loro nuovi strumenti e potere. Questo ciclo non è unidirezionale, ma si rafforza reciprocamente.
In primo luogo, il confronto avviene su scala macro. Il 1500 non era affatto omogeneo a livello globale: i livelli di sviluppo variavano molto da regione a regione; anche oggi il divario è estremamente disomogeneo all'interno delle singole società — nella stessa città, l'energia, le informazioni e le reti organizzative che gruppi diversi possono mobilitare possono essere radicalmente differenti.
In secondo luogo, il cervello di Homo sapiens rappresenta circa il 2-3% del peso corporeo e consuma circa il 25% dell'energia a riposo, contro circa l'8% negli altri primati; un cervello più grande ha comportato un maggiore onere nella ricerca del cibo ed è stato accompagnato da una regressione della muscolatura. Tuttavia il divario dal 1500 a oggi non è dovuto a una mutazione del volume cerebrale, bensì alla riorganizzazione esterna della conoscenza, delle istituzioni e dei sistemi energetici.
Infine, la rivoluzione scientifica ha portato a un salto di potere, ma ciò non equivale automaticamente a felicità, giustizia o sostenibilità ecologica. Il rafforzamento del potere e il giudizio di valore appartengono a due piani distinti. Alcuni studiosi attribuiscono questo salto alla rivoluzione scientifica e al ciclo di retroazione: si tratta di un quadro interpretativo della storia, da discutere alla luce di ulteriori evidenze.
